Dicono Sia Lui

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venerdì, 02 novembre 2007
pausa pranzo

 

 

Ci si arriva con fatica alla pausa pranzo.

Ho visto colleghe che nell’aspettarla, mangiano barrette dietetiche alle alghe dell’isola di guam per poi sedersi in quegli striminziti tavolini dei bar per gustarsi doppie porzioni di lasagne affogate nella besciamella e per finire una doppia porzione di tiramisù.

 

Ma nella milano da bere, la pausa pranzo sembra diventato un vero e proprio avvenimento.

Specialmente nelle zone centrali, ci sono luoghi dove ti servono il pranzo con nuove tecniche illusioniste, ti portano piatti dalle forme più irregolari preparati da ormai scenografi usciti dai migliori istituti di design, non la chiamano neanche più pausa pranzo, ma break (solo martedì scorso, ho scoperto il brunch)

 

Ci sono luoghi che cambiano il colore delle pareti a seconda della richiesta.

Ho visto bar che manco si chiamano più bar, cambiare tonalità per ben 2 volte al giorno.

Cominciavano con un azzurro pallido  alla mattina per poi  intonarsi a seconda della tonalità dei vestiti del cliente con un tenue verde malva.

 

Le porzioni vanno a seconda del luogo.

Normalmente più il piatto è grande, meno cose ci mettono, ma le decorazioni..ussignur, ho visto due asparagi ma dico 2 di numero serviti su piatti incolonnati a tre livelli con fontana privata al lato e musica direttamente inserita nei bordi.

Ho visto una fetta di salame piegata come un origami fino a formare una rappresentazione del benso di cavour, per non dire di quella volta che ho visto  un’oliva servita su un carrellino con tre camerieri vestiti a tema che lo spingevano. Ma ho anche visto un grissino appoggiato su un trionfo di lattuga del bengala tagliata a spicchi con i coltelli della sciogun.

Ci sono anche bar dove per la pausa pranzo devi metterti in lista d’attesa, devi procurare l’ultima dichiarazione dei redditi e se non hai un suv all’arrivo, manco ti guardano.

Pensare che 2 delle mie più adorabili colleghe, si portano la pasta e fagioli della sera prima o come oggi ,3 foglie di lattuga senza olio e continuano a lavorare senza battere ciglio.

Va di moda anche il jap, che non si dica giapponese per carità. Blocchetti di ticket restaurant spesi per un maguro temasi  o per un maki sushi.

 C’è anche la tendenza della consegna a domicilio, e qui, vedi le più accanite lavoratrici che passano praticamente tutta la mattina su internet a vedere il menu del giorno nel raggio di 46 chilometri.

Altri che invece si fanno servire il pranzo mentre stanno comodamente seduti nei club di fitnesS.

Qui, le portate hanno nomi che manco riesco a scrivere, e mi chiedo…che cazzo ci vai a fare in palestra, se poi al posto degli esercizi, mangi?

 

Le pause pranzo, sono comunque di vario genere. L’unica cosa che non cambia mai, è sempre la quantità di tempo che hai a disposizione: se sei ai vertici, le pause sfiorano anche le 4 ore, se invece sei apprendista, le pause pranzo, le vedi solo fare agli altri.

                                             e tu, dove fai il break?

 

 

Postato da: jame a novembre 02, 2007 10:50 | link | commenti (244) |
pausa pranzo

venerdì, 21 settembre 2007
colleghi

 

 

 

Ognuno di noi ne ha almeno un paio. Dopo anni che lavoro, ho fatto delle considerazioni dividendo cosi i miei colleghi in varie categorie.
 
 
Quelli tecnologici:

i tecnologici, sono quelli che hanno tutto in digitale. Hanno la sveglia che prende l’orario digitalmente dalla Oregon scientific, hanno i comandi vocali in casa per l’accensione e spegnimento della luce, un pc in cucina che ti ordina direttamente all’esselunga calcolandoti k cal e varie., non caricano mai la lavatrice più di 5 kg, altrimenti la comprimerebbero zippandola, hanno sempre 3 cellulari che si superano in tecnologia più imbarazzante. Con la moglie, non si parlano. Loro, si sincronizzano. I figli non li prendono per mano, ma hanno un allacciamento blutuf, quando gli chiedi specifiche della casa, loro, te la esprimono in byte e non in metri quadri.
Tutto è digitalizzato. Per aprire il computer, hanno 27 password lincate l’una con l’altra, chiaramente come ultima, hanno l’impronta digitale e riconoscimento vocale.
 
 
Quelli non li ammazza nessuno: 
 
Sono i primi che 1 ora e 20 minuti prima dell’uscita cominciano a svegliarsi. Preparandosi intrepidi per uscire. Guai un minuto di più. La loro pausa caffè, supera di gran lunga le 3 ore se poi si considera la loro perenne sigaretta in bocca…
 
 
Quelli del look:
 
sono quelli che dell’apparenza ne fanno una ragione di vita.
Perfettamente vestiti come damerini, vanno dal barbiere 2 volte al giorno e alla sera dopo l’uscita vanno direttamente in ordine prima all’aperitivo, poi in palestra. Del lavoro che fanno, non ci capiscono granche, ma se gli parli dell’ultimo occhiale del dolce & gabbana ti sanno dire praticamente tutto avendolo appena ordinato su ebay.
 
 
Quelli irriducibili:
 
ne ho trovati pochi, ma loro, sono quelli che mandano davvero avanti tutta la baracca. Arrivano sempre puntuali, saltano la pausa e escono sempre 2 ore dopo.
Durante la giornata non si concedono ne caffè ne tanto meno sigarette. Usano mezzi pubblici malgrado abitino a 46 chilometri dall’ufficio.
 
 
Quelli dello sport
 
il lunedì mattina arrivano sempre senza voce, infatti hanno passato la domenica allo stadio o all’oratorio incoraggiando il giocatore o il figlio preferito. Davanti al planning tengono sempre aperta la gazzetta, la leggono anche durante le varie funzioni fisiologiche e al momento dell’acquisto dei vari giocatori, perdono diversi chili nella disperazione più totale.
 
 
Quelli che ci provano:
 
sono quelli che ci provano con tutto ciò che potrebbe essere femminile.
Ho visto un mio collega leccare un toner di una fotocopiatrice, un altro palpare le cartucce a una stampante, altri invece che davanti al tempio della macchina del caffè ci provano in continuazione con tutte, ma dico tutte malgrado ricevano tutti i giorni mazzi di 2 di picche. Ma il giorno dopo, ci riprovano fino allo sfinimento.
 
 
 
le mie colleghe 1         le mie colleghe 2

 

Postato da: jame a settembre 21, 2007 10:03 | link | commenti (134) |
colleghi, in lavorazjone

lunedì, 30 luglio 2007
sconsigli

 

sono tutti bravi a dare consigli su cosa fare, cosa dire, quale direzione prendere, quanto sale mettere, quale crema usare, come è meglio  fare qualsiasi cosa, come ci si deve comportare, cosa sarebbe stato meglio adoperare ecc, ma avete mai pensato a un tascabile di sconsigli?

esempio... vi sconsiglio di camminare su ricci di mare , oppure vi sconsiglio di lasciare il cane o il gatto ad aspettarvi all'imbocco dell'autostrada, insomma sconsigli da tenere sempre a portata di mano.

 

mi raccomando però, solo sconsigli...

 

 

Postato da: jame a luglio 30, 2007 15:27 | link | commenti (203) |
sconsigli

lunedì, 21 maggio 2007
la gara

 

papà, facciamo la gara di frenate con la bici?

si, però mi raccomando, vai piano.

 

                           la gara consiste nel lasciare per terra la frenata più lunga.

 

 

 

 

ha vinto lui...

 

Postato da: jame a maggio 21, 2007 16:25 | link | commenti (126) |
la gara

mercoledì, 10 gennaio 2007
occupazionjS

 

 

 

cominciavo a sospettare qualcosa, quando mi dissero:
prima di uscire dall'ufficio questa sera, si svuoti il cestino e dia una passata al pavimento.

 

infatti nello stanzino degli scopettoni, non c'è più il classico carrellino con i due secchi dell'acqua e un sacchetto nero, ma hanno messo ben 20 spazzoloni con 20 stracci.
tutti con i nostri nomi appiccicati e uno diverso dall'altro. ci sono quelli dal manico di legno da 14 chilogrammi (per gli apprendisti) ci sono quelli in plastica da 1 chilo (per gli assunti a tempo indeterminato) e  quelli con il manico in lega leggera da 2 etti (per i dirigenti e quadri).
all'inizio ero quasi contento, finalmente ricominciavo a vedere le piastrelle perfettamente linde, i vetri senza le ditate e quasi si riusciva a sentire il profumo delle orchidee tibetane che tutti sanno vivono solo in ambienti puliti e incontaminati.


la contentezza, sfuma con il calare del numero degli spazzoloni, infatti è rimasto solo il mio. leggero e veloce, con uno straccio che prima ti cattura la polvere e poi te la trasforma in un delicato profumo di gerbera tailandese. ormai riesco a dedicare 12 minuti della giornata a svolgere la mia professione, il resto della gfiornata a pulire tutti gli uffici ormai deserti. a questo punto, parlo con il mio capo.

 


jS: ma capo, ho la sensazione che ci sia qualcosa di strano da qualche mese a sta parte...non riesco a capire che orari facciano i miei colleghi perchè non riesco mai a veder nessuno.
capo: ti sento male jame, non puoi chiamarmi più tardi? sono nella jacuzzi del club conti e tu sai che qui, la ricezione, è un pò disturbata...
jS: ma capo, ti sto dicendo che è importante, non puoi allontanarti da quella cazzo di pozza e starmi ad ascoltare?
capo: ok, ma non prima delle 18 di questa sera perchè dopo la jacuzzi, ho la manicure e credimi...ogni volta che mi tagliano le unghie e mi mettono a posto le pellicine, mi devo rilassare per circa 6 ore, sai, è stressante la manicure...
jS: senza parole.

 

finalmente riesco a parlare con il mio capo che  dice di sentirmi perfettamente, forse grazie al nuovo cellulare ipod...

 

vedi capo, ho notato che ultimamente lavoro quasi 12 ore al giorno, e finito ciò, metto la cera, lavo i vetri, svuoto i cestini.....

 

capo: sapevo che prima o poi ti saresti lamentato...
jS: in realtà, non mi sto lamentando, ma essendo aumentate le mie ore di lavoro, sarebbe stato opportuno rivedere la mia posizione finanziaria.
capo: ma non ti è arrivata la lettera?
jS: mmm quale lettera ?
capo: forse hai ragione, mi sarò dimenticato di inviartela...ma te la riassumo brevemente infatti avevo scritto proprio due righe dove ti comunicavo la fine del nostro rapporto lavorativo e ringraziandoti per quanto fatto, ti auguravo buona fortuna.
jS: mi stai licenziando?
capo: beh, licenziando...che paroloni.... diciamo che ormai ho tutto, il cayenne, la villa al mare, 12 signorine che mi accudiscono la casa e il gatto, un conto in banca che mai avevo avuto.... direi che il tuo contributo in questa azienda è diventato ormai un costo vivo del quale non me ne voglio caricare.

 

in breve...
ho trovato velocissimamente un nuovo impiego in un autogrill di messina dove alzo la tavoletta del cesso nella toilette maschile per soli 20 centesimi ad alzata, faccio abbonamenti per 10 prestazioni regalandotene una in omaggio, eppoi ho un contratto a tempo determinato con mohamed, il lavavetri di via cenisio, al quale devo tre quarti degl'incassi. sono in parola con l'ufficio postale di mantova che mi ha proposto come leccatore di francobolli prioritari (quelli normali hanno già personale) e infine sto avendo l'esclusiva per il raschiamerda dalle scarpe al parco sempione.
insomma, mi sta andando proprio alla grande.
chi avesse idee per piccoli impieghi, non esiti a commentare.
risponderò a tutti ma con lentezza visto che non mi posso più permettere la linea di fastweb.

Postato da: jame a gennaio 10, 2007 16:04 | link | commenti (610) |
occupazionjs

giovedì, 16 novembre 2006
commessi

 
 
 
 
Chi non lo conosce il decathlon? Lo conoscono tutti come l’ikea.
il tempio dello sportivo, è quel grosso edificio che sta sempre in mezzo alle palle tra l’esselunga e il castorama, ma se sei fortunato, lo trovi li da solo ingurgitato in una realtà da un ipercentro commerciale.
Il decathlon, è il riferimento di ogni sportivo comune. Fuori da questo centro, le bandiere della quechua sventolano fiere anche nei giorni senza un alito di vento.

Al decathlon trovi dal filo dell’aquilone in sette colorazioni diverse per intonarsi con l’arcobaleno che ti fanno vedere solo nella foto del rocchetto di nylon, al  pettina crine per cavalli russi con pedigree dichiarante ippopadre arabo senza nessuna influenza baia.
Il decathlon è suddiviso in docidi adorabili corsie. Si passa dallo sport di verticalità a pattinaggio su ghiaccio più pezzi di ricambio…ghiaccio incluso. Il decathlon ha sempre il prodotto che cerchi anche se sei uno sportivo tecnico;per esempio se stai cercando un paio di occhialini per la piscina, il decathlon te ne  fornisce 48 tipi diversi   per tutte le età dividendosi poi fra femminili / maschili. Loro sono fornitissimi, hanno trovato un buon compromesso fra qualità e prezzo, ha un ottimo posizionamento sul mercato, ma… aime ha dei commessi o meglio degli addetti ai reparti che battono quelli del castorama.

Pensavo che al castorama, gli assumesserò con dei principi ben precisi, infatti destabilizzano il cliente facendogli perdere la calma dopo 20 secondi di risposta quando sei fortunato, ma la risposta classica, quella che hanno imparato a memoria da dire come primo contatto con il cliente , è: guardi che nella corsia affianco c’è il mio collega che le spiegherà tutto…è proprio il direttore amministrativo di quella corsia. Giri la corsia come un pirla e dall’altra parte, trovi il deserto se non le pareti con tonnellate di viti specifiche per ogni cosa. Anche per riavvitare nidi di rondine alle grondaie (viti in rame corsia 7 scaffale 34) oggi 15% in sconto.
 
Al decathlon invece ho dei dubbi che le persone addette alle corsie siano umani.
Ho sentito commessi spiegare in 4 lezioni da un’ora come si forma e come si smaltisce l’acido lattico ad un signore che ha chiesto solo in quale corsia fossero esposte le biciclette, ho sentito commessi descrivere  notti passate sulle cime himalaiane appesi ad una corda e la tenda che tiri e si monta da sola (29 euro e novanta), ho sentito commessi che hanno risalito le cascate del niagara grazie ai tappini di silicone che puoi mettere nelle orecchie e allo swim paddle.

Ho sentito commessi … ma se solo chiedi un’informazione, questi non saranno mai precisi. Mai. E quindi, vai per approsimazione usando l’istinto e la logica. Dividendo a priori il mare dalla montagna, gli sport di squadra dagli sport singoli,i reparti acquatici da quelli d’escursionismo alpino, il ciclismo e roller dalle racchette di badminton  per il giocatore con esperienza , che gioca prevalentemente in attacco.

Ho provato a chiedere informazioni su semplici scarpe, e lui, l’addetto alla corsia o meglio l’addetto allo scaffale con tre paia di scarpe, ha cominciato a farmi vedere le foto che ha fatto in tibet con un paio di tepasport…echissenefrega gli rispondo, ho chiesto solo se erano impermeabili… ho riprovato settimane dopo a chiedere informazioni su una pinnetta per il surf, e li apriti o cielo…la signorina addetta allo scaffale pinnette comincia a raccontarmi i suoi inutili tentativi con questo sport…echissenefrega ridico io. Beh, io questi commessi, o addetti alle corsie o amministratori unici dello scaffale, non li stimo moltissimo. E sabato ancora…ci sono ricaduto.
Ho chiesto informazioni per delle vele da windsurf e il soldini del reparto voleva a
tutti costi che gli insegnassi a fare un nodo chiamato gassa d’amante.  
                                            Eccheddiamine a voi, non capita?
le commesse

Postato da: jame a novembre 16, 2006 18:09 | link | commenti (317) |
commessi

mercoledì, 20 settembre 2006
la palestra

 

come ogni anno penso che un pò di moto non mi farebbe male, ma come tutti gli anni non trovo il tempo per organizzarmi e quindi do la precedenza a cose diverse.
l'altra mattina però ho ricevuto come regalo l'iscrizione per una palestra aperta dalle sette del mattino alle ventitre di sera. in questa palestra c'è tutto, anche tiro al piattello,deltaplano, immersioni alla ricerca di un relitto, paracadutismo...insomma ogni tipo di disciplina olimpionica e non.
finalmente riesco ad entrare in questa mecca del muscolo dove ogni minima parte del corpo verrà sollecitata, scolpita, rassodata.


mi presento con una tuta grigia e maglietta a maniche rigorosamente lunghe e sopra una felpa.
all'entrata mi accolgono due ex miss mondo alte circa un metro e novanta cad. vestite o meglio coperte da leggerissimi brandelli di stoffa delicatamente accostati da dolce o da gabbana.


si sente subito nell'aria l'aromatizzazione al mughetto bianco dell'isola di tortuga, ma questa solo per l'entrata. capisco dopo che ogni sala, è aromatizzata con un'essenza particolare. do il mio nome alla reception e subito mi esce una scheda con il mio profilo: peso, struttura ossea, kilocalorie da consumare e non, liquidi da ingurgitare...raggi x ussignurrr questi, mi conoscono meglio di quanto io conosca me stesso. mi avvisano anche che ho una pendenza con i vigili di milano per una sosta vietata del 98...e non solo. questi, sanno proprio tutto di me, e quasi mi imbarazza.

le ex miss mondo, cominciano a farmi fare il giro di perlustrazione della palestra a ritmo hip pop, e faccio quasi fatica a stargli dietro. loro, le stanze le chiamano studi:


infatti nello studio uno, c'è il V-PUMP,il V-BOX, il gag l' X-PRESS STEP il TONE UP, l' ABDOMINAL, nello studio due c'è il V-CORE il V-MAT PILATES,YOGA STRETCHING V-GRAVITY ussignur e poi ancora l'ACQUAGYM l'ACQUASTEP l'ACQUA BOX l'ACQUAPOWER. io pensavo che ci fossero solo una dozzina di panche con i classici pesi da mettere o togliere, ma non è finita...con l'aggiunta di 4 stipendi, puoi anche prendere il  PERSONAL TRAINER in grado di farti raggiungere gli obiettivi, prescrivendoti un piano di allenamento in relazione alle tue esigenze, anche alimentari, e ad eventuali patologie. nel frattempo queste due ancelle mi rimbambiscono di terminologie mai sentite (una in italiano e l'altra in inglese...contemporaneamente) vedo cose che mai avrei visto se non li.


uomini o maschi chessiano con muscolature oversize, donne che sembrano uscite dall'unico concorso di miss mondo, ma la cosa che più mi ha colpito, è l'abbigliamento. quello il vero trucco.
ho visto persone che pur d'avere la tuta di massima tendenza, fanno mutui ventennali, altre che hanno capigliature con nodi imperiali in testa, altre ancora che si scaldano le dita per poi poter accedere all'internet cafe, dove meravigliosi apple sono ben allineati e superveloci.

poi c'è la sezione relax, dove tutto è ispirato all’antica disciplina Feng Shui.

in pratica, non si vede un cazzo, ma si sentono musiche da suicidio, profumi mai sentiti, massaggiatori e massaggiatrici...ambigui il tutto dividendo gli studi in: acqua fuoco metallo legno terra...ma non ci sono entrato malgrado le due stangone mi spingessero a piena forza. finisco il tour di questa che io pensavo fosse una palestra e vado negli spogliatoi per lasciare i miei effetti personali. non ci potete credere, all'entrata puoi chiedere d'essere aiutato a cambiarti da una signorina a scelta nel catalogo.

sono uscito dalla palestra cancellando la mia iscrizione.

 


Postato da: jame a settembre 20, 2006 18:28 | link | commenti (434) |
la palestra

martedì, 05 settembre 2006
no smoking

         

                          

 

 

tutti pronti per la partenza. il taxi, è sotto casa e si sa, gia li, è vietato fumare. prendi l'ascensore dove anche li, c'è il divieto e negli ultimi 20 metri che ti separano dal portone al taxi, ti fumi l'ultima sigaretta.


sali sul taxi avendo fatto 3 boccate da svenimento e arrivi all'aereoporto consapevole che dopo quell'ingresso, le sigarette, potresti anche buttarle fino all'arrivo.

il fumatore classico, entra gia in astinenza ancora prima del check-in.prima d'entrare, ti fumi l'ultima sigarettina davanti alle porte che continuano ad aprirsi e chiudersi grazie a quelle maledette fotocellule e spegni quella sigarettina fumata male e a metà nel posacenere dove vedi un esercito di mozziconi a metà ancora fumanti.

passi dalla dogana e cerchi disperatamente un area fumatori che ormai da anni, hanno trasformato in erboristerie indiane con commesse ungaresi dall'accento bergamasco. solo dopo ti dicono che erano delle ex tabagiste anonime.


speri in un ritardo del decollo, ma in quelle occasioni, l'imbarco è anticipato di mezz'ora spiazzandoti nelle ormai super collaudate tecniche da italiano togliendoti anche la possibilità di farti 2 tiri nel bagno dell'aereoporto. si sale a bordo. il decollo ti mette sempre quel minimo d'ansia e appena il "muso" dell'aereo si mette in posizione di crociera, la voglia di fumare comincia a spingere. il pranzo è servito da 2 ancelle vestite in rosso e bianco e cominci ad avere le prime allucinazioni scambiandole per 2 pacchetti di marlboro ambulanti e non per ultimo, ti arriva sto caffè che ingurgiti sapendo già che dopo la voglia di fumare comincia a farsi prepotente.

il logo di quella sigarettina sbarrata di rosso che indicano il vietato fumare, comincia a sembrtarti più evidente rispetto la partenza.gratti con una monetina quella barra diagonale, ma vieni subito richiamato dal comandante prendendoti anche del coglione, allora ci si attacca alle caramelline, alle gomme da masticare ma non so voi, a me quelle cose, fanno solo aumentare la voglia di fumare.
ho visto persone tenersi in bocca la "bionda" spenta con l'illusione di assaporarne l'aroma, ma anche quello, è un metodo che con me peggiora solo la situazione.


c'è sempre qualche furbo che s'avvicina alla toilette con sigaretta e accendino in mano sperando di fare un paio di boccate come un liceale cresciuto dentro quell'angusto sgabuzzino dove tutti fanno cose inenarrabili.
nella cabina passeggeri, è vietato fumare per motivi di igiene ambientale e di salute pubblica vedi art.52 della legge 3/2003, nelle toilette, è vietato per motivi di sicurezza. per questo, in quei luoghi ci sono degli smoke detectors ed estintori automatici.


ho visto persone uscire con la sigaretta a penzoloni completamente avvolti da schiumogeni montati a neve, ho visto persone uscire dalle toilette completamente bagnati da liquidi dai colori permanenti a vita, ho visto persone che per un paio di boccate, hanno "vinto" sanzioni penali molto gravi calpestando cosi gli articoli 1095 e 1231 della parte penale del Codice della Navigazione. le sanzioni vanno dall'arresto fino a tre mesi e/o con una sanzione pecuniaria fino a 40 mila euro. quindi, buttatevi sui cerottini o caramellinee per quanto sia dura,evitate di fumare.soprattutto nelle toilette.


io? abbasso 2 dita il finestrino...

Postato da: jame a settembre 05, 2006 14:50 | link | commenti (312) |
no smokjng

mercoledì, 09 agosto 2006
irrigazjone

 

ringrazio i 635 commentatori del post precedente. grazje a tutti

 


è tutto l'anno che compro piante, piantine fiori e ancora piantine per arredare il terrazzo come una vera e propria oasi verde, ma non ho fatto i conti con le ferie...


ogni sera passo circa un' ora ad accarezzare le foglie, tamponarle con spugne marine, inumidirle quanto serve, cantargli l'inno di mameli che dicono faccia bene alla linfa, anche se altri studi, consigliano vivaldi o mozart come per le vacche da latte, tolgo le foglie secche (1 o al massimo 2 ogni tre mesi), giro la terra... ma le ferie sono ormai prossime e nessuno accudirà il mio terrazzo. decido di organizzarmi con l'irrigazione automatica, e qui...apriti o sky.

decido come per il concerto di diobonO fatto sul mio terrazzo di organizzare tutto via internet...apro ebay altri 9 motori di ricerca giusto per compararne le caratteristiche, dunque: irriga anche tu il tuo terrazzo con il kit da montare...

scatta l'ordine.


dlin dlon, (il citofono) (una volta faceva bzzzzz)
j: chi è?
ingegnoli: consegna a domicilio.
j: ma come cazzo fanno ad essere già qui se sto ancora attendendo la conferma del mio ordine...
ma si sa, son cose.
apro la porta e in ordine vedo:


6 tir extralong con 12 matasse cad. di tubo da mezzo metro  di diametro modello fognatura
4 autobuS con 22 persone cad. addetti alla messa in opera
3 autocisterne d'acqua da 86 ettolitri cad.
32 uomini graduati che fa supporre siano dirigenti
1 elicottero che sta per scaricare 5 casse di legno contenenti gl'attrezzi da lavoro per organizzare l'irrigazione automatica.


sti cazzi dico io...forse ho messo le misure in chilometri anzi che in metri...

i lavori cominciano, la dolce C non ha il coraggio di dirmi nulla fino al primo cenno di martello pneumatico.
stanno infatti facendo degli scavi larghi mezzo metro, profondi 80 centimetri per tutto il bordo della casa... le cose cominciano a sfuggirmi di mano, ma non ho la possibilità di reclamare...il mio bonifico, era già partito e se avessi fermato o modificato i lavori, avrebbero di sicuro modificato il preventivo.


come al solito il terrazzo cede e si appoggia al giardino condominiale, ma loro, quelli dell'ingegnoli, non fanno una piega, sempre lo stesso graduato dice...tanto questo, era da eliminare.
cominciano a portare via le macerie, la terra in eccesso, le mie piante ormai distrutte dai colpi di piccone e martelli pneumatici.

dicono che faranno arrivare l'acqua da parma, e cosi, guardo il mio rubinettino a forma di usignolo. ci scende ad entrambi una lacrima, compagno di mille innaffiature.

i lavori continuano per tre giorni e 12 notti, ma alla fine l'impianto d'irrigazione, è pronto.
ha una portata di 12 mila litri al secondo. un timer che regola la quantità di volte che vuoi innaffiare al giorno e un led che ti dice quando devi cambiare il filtro per il calcare.

lo regolo,  e lo accendo  per provare a bagnare l'unica pianta ormai rimasta su tutto il terrazzo; quella del basilico.


accendo e la gettata, ha sparato il vaso a 14 chilometri di distanza...
funziona, dico.

 

Postato da: jame a agosto 09, 2006 14:00 | link | commenti (304) |
irrigazjone

lunedì, 03 luglio 2006
car wash

 

ringrazjo i 620 commentatori del post precedente. tutti i reclami sono stati inviati  a tutti gl'uffici di competenza

 

il vero lavatore d'auto professionista, si sveglia presto la mattina.

lui, ha fatto le 4 del mattino nel garage dove ha preparato le pozioni magiche per sgrassare qualsiasi tipo di macchia su qualsiasi tipo di supporto che la macchina stessa offra. sempre la sera precedente, ha cambiato 750 euro in gettoni del car wash affezionato... già una volta capitò che le macchinette fossero fuori servizio...

i prodotti smacchiatutto, sono stati ormai testati in mille modi, ma... si arriva all'autolavaggio sempre con un prodotto nuovo... magari fatto solo per togliere la cacca dei moscerini tibetani di sesso femminile.

il vero professionista, arriva e mette la macchina da lavare sempre rivolta a ponente, piuttosto aspetta tre ore finche non si liberi il posto, ma alle 6.05 del mattino, è sempre solo.

il vero professionista comincia con l'inumidire la carrozzeria che nel frattempo è scesa a 23 gradi e a tamponarla con spugna marina, acqua con foglie di menta e una di salvia.

 

lo shampoo.

 

che in realtà, è per verniciature con riflessanti che disciplinano la cromatura, se il colore risulta spento, si usa un trattamento rinvigorente fatta di pigmenti di mentolo e foglie di eucalipto raccolti solo nei giorni pari. se invece tende alle doppie riflessioni, un impacco di olio di semi di lino mantecati con alloro e genziana.

 

lasciare agire 20 minuti


risciacquare con abbondante acqua fresca fino a togliere completamente il trattamento effettuato.

ripetere l'operazione e passare alla sezione ammorbidenti.

il trattamento viene effettuato tamponando la carrozzeria con la seconda spugna marina imbevuta con estratto di burro di cocco e petali di gerbera.

lasciare agire 20 minuti risciacquare con abbondante acqua fresca.

 

l'asciugatura

fidarsi della "pelle di daino" solo se al momento dell'acquisto vi è stato consegnato pedigree del daino.

tappetini e tutto ciò che è staccabile, si fanno lavare solo nelle migliori tintorie dopo essersi fatto lasciare cauzione per il solito caso di smarrimento.

 

la cera

chiaramente nulla di ciò che esiste in commercio, ma solo cera fatta dal vespaio che avete sapientemente allevato sul balcone.
nero per gomme e aromatizzazione degl'interni.
...il vero professionista...

Postato da: jame a luglio 03, 2006 12:02 | link | commenti (636) |
car wash

lunedì, 05 giugno 2006
ufficio reclamj

 

ringrazio i 700 commentatori del post precedente.

grazje a tutti


altro che numeri verdi, ma io dico, non è possibile fare di un solo ufficio un unico ufficio reclami?

saranno poi gl'operatori a distribuire reclami ai destinatari interessati, ma invece no.
scopri che ogni volta che devi fare un reclamo, devi fare 2 ore di coda in non si sa quale sportello, quando chiedi del diretore, questo, è sempre in riunione. scopri solo dopo che è alla buca 13 del golf club con il filippino della moratti che gli porta le mazze.


ogni volta che vuoi fare un reclamo, cerchi il numero verde che dopo 86 squilli, ti risponde un rosicatissimo messaggio dandoti gl'orari degl'eventuali reclami, ma ti rendi conto solo dopo 3 ore di telefonata (con il primo minuto gratuito) che per fare un reclamo, devi farlo dalle 03.00 del mattino fino alle 03.12 solo il mercoledi....


allora ho pensato di raggruppare tutto ciò che vorreste reclamare in un unico ufficio reclami. quello del jame.

reclamando per primo che...


vorrei fare un reclamo a tutte le foto ingannevoli.
per esempio quando compri il cornetto algida, scopri immediatamente che fra la foto imperiale di questo cornetto alto mezzometro con splendide noccioline finemente tritate e panna con cime fatte a origami, in realtà non è nient'altro che un cono mezzo storto senza punta di cioccolato (quella rimane sempre dentro la carta) con la panna che sembra messa con un mestolo di legno da stewe wonder, le noccioline sono 2, intere e tutte da una parte..e se mordi un pò forte, si spezza in due lasciando cadere la parte superiore del gelato....

 

i panini di mac donald... nelle foto sono spettacolari, scatti fotografici in assenza di gravità, la lattuga infatti tende sempre verso l'alto, poi, quando ti apri il big bacon, scopri che la lattuga, è un post it già scritto color giallo e che i semini di sesamo sul panino...non ci sono.

 


 e tu, cosa reclami?

Postato da: jame a giugno 05, 2006 10:39 | link | commenti (628) |
ufficio reclami

martedì, 09 maggio 2006
il rjStorante

   

 

 

ringrazio  i 580 commentatori del post precedente

 

chi non è mai stato al ristorante? siamo stati tutti e più o meno, li abbiamo provati tutti.
di tutti i tipi, di tutti i prezzi di ogni genere insomma. ne faccio un breve riassunto per dare come dire una collocazione per ogni genere visitato.
è chiaro che per ogni occasione, c'è il ristorante giusto dopodiche si dividono in ristoranti da frequentarsi di giorno, altri di sera.
ma veniamo a noi cominciando con il ristorante perfetto.

 


il ristorante perfetto, non esiste. se tutto è perfetto, il conto, sarà pari alle ultime spese straordinarie quando hanno rifatto tetto e fognature. fastweb era li dal 67.
nel ristorante perfetto, c'è sempre di sottofondo la tua canzone preferita, c'è la tua donna (la preferita) e lo chef che è amico di papà e ti prepara sempre il meglio. le pareti del ristorante perfetto, sono normalmete omaggiate da pitture rinascimentali autentiche.
c'è sempre un mantegna, un giorgione, un bramantino e un giovane di nome pinturicchio.
nel ristorante perfetto, i piatti vengono serviti facendo una rivisitazione dello schiaccianoci di Cajkovskij (chi senno) e appoggiati sulla tavola ricoperta da tovaglie intrecciate a mano da monache che hanno la cittadinanza alle isole caiman e il loro primo amore a montecarlo.

la scelta nei ristoranti perfetti, è vasta. si parla di pesce come di carne, ma solo delle migliori, s'intenda.
pesce pescato a mano nelle filippine e trasportato singolarmente con l'aereo personale del propietario del ristorante perfetto oppure carne. manzi in origine allevati singolarmente nelle terre del benetton in australia...
il ristorante perfetto, è usato per chiedere la mano a una donna, (o un piede) per festeggiare il primo anno di fidanzamento. (i prossimi, a pastarito)


il ristorante medio.
il ristorante medio normalmente ha camerieri numero 2 di cui la signorina gentile e il signorino...molto meno e ha pure un filo di tosse. quando gli chiedi qualcosa, ti risponde con frasi minimaliste, giusto per darti una traccia di cosa possano essere quei titoli a quei piatti cosi.... come dire. il ristorante medio, non ha una buona illuminazione. normalmente, è molto forte e usa sempre lampade a basso consumo, dando alla "sala" quell'aspetto un pò banco dei surgelati. le pareti sono omaggiate da poster rappresentanti cavalli in posture indicibili e le foto di 4 cantanti ormai estinti con autografo e abbraccio.

i piatti, ti vengono portati tiepidi o quasi freddi e normalmente mai assieme. quindi mangerai solo mentre la tua compagna aspetta o viceversa.
i ristoranti medi, si paga medio e si usano per quando non hai voglia di far da mangiare.
mai portare a tavola discorsi impegnativi...


il ristorante pessimo
il ristorante pessimo, è quello che quando entri, i tuoi vestiti s'impregneranno di quell'odore fino alle prossime elezioni. normalmente chi prende le ordinazioni, è anche quello che aiuta in cucina e prepara anche le pizze d'asporto mentre litiga con il ragazzo che trasporta pizze che diventano calzoni farciti a domicilio. il ristorante pessimo, è quello che nei menù, ci sono più cose segnate a penna che quelle stampate. le tovaglie sono di carta da pacco con il nome stampato in diagonale modello gommista. nel ristorante pessimo, le pareti sono omaggiate dai segni di vecchi quadri ormai non più appesi. non si conosce quindi lo stile. c'è sempre il tavolo riservato al nonno che abita al piano di sopra che ormai scende in pantofole e accappatoio e 5 euri.
nei ristoranti pessimi, si consiglia di andare soli.


ma ci sono molte altre categorie di questi posti, e ancora...cosa si dice in questi posti?...

Postato da: jame a maggio 09, 2006 12:11 | link | commenti (702) |
il rjstorante

venerdì, 21 aprile 2006
santa marja

 

 

 

milano 1492

si era tutti dal barbiere quella fredda mattina d'estate. le signorine, erano impegnate a frizionare capelli, barbe, extension,già dalle prime luci dell'alba.
poca gente nella sala d'aspetto, le solite riviste appoggiate sul tavolino, capital,
yachting, sole24 ore.

guardo cristoforo, e gli chiedo... ma questa estate? cosa fai?

cristoforo mi guarda e dalla tasca interna della giacca, sfodera la raccomandata appena ritirata in posta di piazzale cordusio. parla della consegna delle tre caravelle ordinate sull'asta di ebay.  le ha già fatte autografare e sponsorizzare, e ha già scelto i nomi:


jame lo guarda un pò perplesso, chiude yachting proprio sull'articolo che parlava del nuovo design sui riva, e gli chiede


j: come le hai chiamate?
c.c: le ho chiamate pjnta njgna e santamarja.
j: sti cazzi (o mecoioni a seconda della regione di lettura)
c.c: perplesso?
j: l'ho già sentito questo triS di nomi, ma forse erano alla corsa dei cavallucci marini
all'acquario di genova.
c.c.: ho intenzione di scoprire un' isola dove si parlino  lingue sconosciute,... come
dire un'isola che non è ancora scritta nella geografia...
j: so che ci sono agenzie che ogni volta ti fanno scoprire qualcosa, organizzano all
inclusive, e se non scopri nulla di nuovo, ti omaggiano di altri due giorni e una notte.
c.c: no. la voglio scoprire da me l'isola, la partenza è fra mezz'ora; salpi?
j: come non potrei... cristoforo e io, siamo sempre stati ottimi amici. lo sento, sarà
un'estate tutta da scoprire.
passiamo nell'autogrill della serravalle giusto per far rifornimento di viveri e portare il
segno delle marlboro in nuovi continenti.

passano i giorni e si sa, sul ponte, i soliti giochi, tiro all'ausiliare della sosta, lancio del masso dal ponte...
mentre dall'ipod del cristoforo, escono compilation di artisti esclusivamente americani, mi
chiedo come facesse ad averli, ma si sa, cristoforo...è sempre stato un continente avanti al mio, e cosi, ballando j feel good di jameS brown, la ricerca dell'isola mai scoperta, continua.

l'alba si presenta ancora con i postumi della serata, infatti un'imbarcazione grigia della guardia di finanza, s'aggancia alla santamarja (sbeccando la vernice fresca) e ci ritroviamo con questi gentiluomini con striscia gialla sul lato a cercare qualcosa che ancora non abbiamo capito. ma solo dopo tre ore di ricerca millimetrica, ci lasciano con una multa per un'infrazione.il fanalino di coda, era rotto.
mannaggia a walp e dove cazzo parcheggia.

terra si sente urlare da amerjgo,un giovane da grandi possibilità da far costruire una nave e regalarla alla scuola della marina militare, marinaio specializzato in annodare cime per farne portachiavi marini con nome...


terra dice lui.


io e cristoforo, ci guardiamo un pò perplessi... si prevedevano grosse scoperte a ottobre, solo in quel mese, plutone sarebbe stato nel segno di magellano e saturno sulla ruota di polo...


terra.

 

come di consuetudine in queste circostanze, si festeggia. cristoforo stappa una bottiglia del 1954, solo lui poteva averle nel fine 400 ma aime, i festeggiamenti finirono presto quando con la chiglia della santamarja  si arena in una secca.

solo in quel momento, mi sveglio.


stavo sognando. ero nel  blog di cristoforo...

 

                                     

ringrazjo i 350 e passa commentatori del post precedente.

troppo buoni.

Postato da: jame a aprile 21, 2006 14:57 | link | commenti (581) |
santa marja

mercoledì, 05 aprile 2006
lato b

 

 

 

se la scadenza decennale del passaporto scade lo stesso giorno della data della partenza...sarà un segnale?
dovevo intuirlo e non sfidare la sorte.
5 giorni prima allora inizio le le pratiche (12 tonnellate di carta) per avere il mio lasciapassare, e i segni sono sempre peggio infatti il mio primo giorno in questura cade di 17 venerdì.
dovevo intuirlo nuovamente,infatti...
passano giorni e notti in questura dove nessuno ha ormai più notizie del jame, i suoi precedenti...hanno avuto la meglio lui...il rigore...senza dischetto ne portire. solo la palla ma a questo gioco la palla è di ferro con tanto di cavigliera.

giorno della partenza, sveglia alle 3.64.(fanno cosi per farti innervosire quando punti la sveglia) volo previsto per le 0.73 del giorno dopo! e dire che malpensa...sembrava più vicina.


caricati (vedi foto) si parte per questo penitenziario organizzato da franco il rosso. si scopre solo dopo che la direzione non è malpensa e che non ci sarà nessun volo.
si arriverà a destinazione grazie a questi 2 camion griffati mercedeS. nel viaggio vengono perse in ordine set completo di mazze da golf per campi minati a 13 buche, 3 scuderie di cavalli per gioco a polo nelle risaie della tanzania, beautycase della strafiga che più che strafiga è una spia del sole 24 ore, 118 litri di acqua potabile per rinfreschi indimenticabili e la mia valigia. questa come si vede nella foto, è stata recuperata dal gentiluomo sulla sinistra.

 


passano tre giorni e si arriva a destinazione.
sembra zanzjbar...ma qualcosa non torna...o meglio è insolito.
ci fanno "accomodare" nelle celle e poi subito tre ore d'aria. corro in spiaggia, per organizzare al meglio la mia evasione, non penso ad altro da quando mi stanno trattenendo,ma ... cosa vedo...


vedo bimbi bianchi vestiti con stracci sporchi di quella terra rossa chiedere dollari ai bimbi di colore perfettamente sdraiati su sdraio locali e imburrati dalle protezione 50 della migliore crema (griffata), sempre bimbi bianchi che sorridono come degl'angeli chiedere una penna o un pezzo di carta come fosse pane a quei mocciosetti di bimbi neri che malgrado siano nel paradiso equatoriale continuano a pigiare su quelle playstation4, e allontanare le manine  bianche perchè sporche di sabbia e... il toucscreen si graffierebbe. vedo madri bianche portarsi sulla schiena 3 bimbi e sulla testa la legna per il fuoco mentre quella signora nera,vestita gucci, si lamenta furiosamente con la donna bianca perchè quella mattina mancava la composizione floreale (856 fiori disposti cromaticamente) sul letto...


vedo sempre queste donne bianche sorridenti con trecentobambini attorno che intrecciano treccine sottilissime  capelli di donne nere dalle chiome liscie come le carte di credito, uomini bianchi in giro per la spiaggia come vagabondi chi a piedi chi in bicicletta per cercare di vendere qualsiasi cosa locale a questi turisti neri, come targhette in ebano col nome inciso, spezie, denti di pescecane, batik, e tatoo ma loro...i neri si sa, ti mandano subito affanculo e il bianco non gli resta che dire hakuna matata, raccoglie le 6 vetrine di cose che ti ha messo a disposizione come fossi l'unico cliente del giorno raccontandoti pure cosa mangiano i masai bianchi.... ma i neri, si sa, ti rimandano affanculo per la seconda volta.


ho saputo che organizzavano bluday...un'intera giornata su atolli da fiaba solo per neri chiaramente dove i bianchi attrezzavano lingue di sabbia in mezzo all'oceano tre ore prima dell'arrivo "nero" per poi servire aragoste e pesce fino al tramonto, bianchi sudati come bestie coperti di stracci decennali raccogliere bottiglie di plastica bicchieri creme finite e tampax usati da quei neri...sempre più insopportabili. ho visto scuole dove in novantacinque per classe seguivano lezioni come i nostri neri seguono i power rangerS o i ninja, tutti in silenzio, tutti bianchi in volto e una divisa che si tramandano da 9 generazioni,con buchi enormi.i neri,quegli stracci che i bianchi chiamano vestiti, non li userebbero neanche per pulire le candele del loro fichissimo fuoristrada. ho visto bianchi curarsi con ogni tipo di pianta, senza lamentarsi mantenendo un sorriso che a un nero verrebbe solo se indovinasse i numeri del lotto.


ho conosciuto un bianco, che prima ancora di farmi conoscere la moglie e i figli, mi ha fatto vedere le due vacche e i due agnellini appena nati, orgoglio del suo saper badare, poi ho conosciuto la moglie e i suoi 7 figli maschi. tutti incredibilmente sorridenti tutti pronti a crescere per diventare il sostegno della famiglia col passare del tempo. il lato a dell'isola, è esattamente come si vede nei depliant delle agenzie, franco il rosso, mostra anche dettagli con foto mozzafiato. il lato b, non è mai nominato, quasi non esistesse.

 

 

dedico questo post a SALEH (guida tuttofare locale)

avendogli promesso invii postali di qualsiasi bene fosse necessario a far trascorrere "meglio" la sua permanenza sull'isola e alla sua famiglia.
animali compresi. chiunque fosse interessato a migliorare il lato b, l'indirizzo, è questo:


saleh hadi ahmed
p.o.box 132
tanzania zanzibar

 

 

Postato da: jame a aprile 05, 2006 15:16 | link | commenti (360) |
lato b

martedì, 21 marzo 2006
preso

ringrazjo tutti i 450 e passa commentatori del post precedente.

grazje

 

 

vorrei ringraziare i commentatori, ma non me lo lasciano fare. dopo avermi letto i miei diritti, mi hanno concesso una telefonata.

 

l'ho barattata con un post.

torno subito.

 

Postato da: jame a marzo 21, 2006 17:32 | link | commenti (299) |
preso