
dimmi che desktop hai... ti dirò chi sei.
jame
Ho cominciato con questa frase propio ieri .
Ho minacciato il mio blogfaccioio in tutti i modi, gli ho tolto la corrente, ho inserito zampe di gallina e creste di gallo nella usb, ho smontato il coperchio del pc e mi ritrovo i miei famosi criceti che fan corrente, completamente rasati con tatuaggi etnici su tutte e due le chiappe.
Da domani lo elimino. Ieri lo'ho detto e oggi lo faccio.
Il nuovo blogtuttoio mi ha veramente rotto i coglioni. non si stacca dal coso , dal hard .
Ora prendo il diditì e ti spruzzo dentro quel buchino che lampeggia. Inceppati, prenditi i virus. Ho deciso lo metto fra la finestra e la porta cosi la corrente d'aria ti spezzerà il collo.
Ora ti metto anche a testa in giù si sa mai che ti si aprano tutte le cartellette e ti si mischi tutto.
Ho ricevuto nel frattempo una mail.
Era lui.
Dichiara guerra al mio blog personale e linkati. Non ci vedo più. Datemi una mazza che spacco tutto. Voglio l'eliminatore.
quello che non fiata, ti entra in casa con due valige 48 ore , non ti saluta e va dritto al pc.
Non si toglie nulla ma si mette dei guanti spessi tre cm branca il pc e lo sbatte in vasca da bagno. apre le valige contenenti dei boccioni di acido verde che fa sciogliere anche la mia ex prof di matematica.
Dinn .... ( ora quando arrivano mail fa un dinn...) un'altra mail.
Sempre lui, il tuttoio .
Mi chiede se vogliamo patteggiare....
patteggiare?
Si, mi dice lui 100 commenti al posto di cinquanta.
Dunque 100 al posto di cinquanta non mi sembra una brutta proposta insomma .
Ci penso un secondo ma mi accorgo che aprendo la sua mail mi sto contagiando anch'io altre che il pc.
Mi stanno venendo delle macchie rosse sul culo.
Da domani ...
ora ti spacco in due. ti incendio e cospargerò le tue ceneri sull' autostrada al raccordo roncobilaccio.
tiè
Dinn...
Come dire, senza fatica.
Cammino durante la pausa pranzo in una via di Milano dove vetrine e offerte fanno il bello e brutto tempo. Cammino e come per incanto vengo attratto da un'insegna luminosa con scritto: BLOG.
Questo mondo mi è nuovo e a volte riesce a prevalere sul mio reale, entro in questo negozio e qui mi si apre tutta una nuova visuale.
Perdo del tempo con la commessa dai mille link, i commenti gli stavano in testa morbidamente e su tutto il corpo, aveva tags e nuovi post audio scintillanti. Non nego che la strana capigliatura con il vestito cibernetico mi abbia un pò distratto, daltronde non tutte si possono permettere tacchi da 20 commenti.
Esco dal negozio e mi ritrovo con un cd da infilare nel mio pc. (andiamo bene...). di tutta fretta rincaso pensando ancora a quella commessa dai lunghi commenti che gli scendevano morbidamente sulle spalle. che pezzo di blog che era.
infilo il cd nel computer dopo mezz'ora di inutili tentativi.
Scopro alla fine che quella fessura era per i floppy e solo per quel motivo che non si infilava allora tento con l'altro buco e d'incanto tutto comincia a "girare".
finalmente si istalla questo nuovo blog. questo non è un blog qualunque, è un blog che fa tutto da solo.
devi solo impostare la data e il colore dei tuoi occhi , il resto sono domande veloci tipo l'ici, la dichiarazione 740 , a chi hai dato l'8 per 1000 e cosi via. alla domanda digita il codice segreto, ho avuto qualche perplessità ma subito dopo aver chiamato la commessa, mi sono reso conto che mi potevo fidare.
questo nuovo blog fa tutto da solo.
Scrive un post al giorno, ti vengono garantiti 50 commenti, linka chi gli pare, commenta altri blog da solo e a volte si connette alla rete e ti fa la spesa da solo. Affascinante come la commessa, luccicante e intrepida. Ho comprato quello da 50 commenti, perchè quello da cento l'ha preso il mio capo, impedendomi d'averlo uguale (questioni di ruoli).
In più con questo nuovo blog ogni commento in più, si autoconnette al sito della vodafone e gli fotte 5 sms gratis.
ah, quando il blog è tutto intorno a tè.
jame
Le sei del mattino.
Che cazzo mi è mai venuto in mente di fare un fine settimana in camper. La situazione è tragica i cani cominciano a tremare dal freddo, il sole non si vede ancora e manco si vedrà. Voi pensate che con due cani si possa fare quasi tutto, ma con due alani no. Non puoi neanche fumarti una sigaretta, infatti galleggiano dolcemente sul pavimento del camper.
Non so se fare inversione e tornare a Milano, proseguire fino a Palermo o lasciare tutto e cercare di svegliarsi da questo incubo.
La C decide di fare colazione consolandomi dicendo che una volta a una sua amica gli si sono spezzate ben due unghie contemporaneamente.
Povera fa quello che può e cerca di non farmi pensare alla carrozza roccocò.
Facciamo colazione ma i cani cominciano ad ululare di nuovo come fossero sirene. Usciamo dal bar che era a 20 metri dalla “carrozza” e già un roccolo di gente con le mani dietro lil sedere, commentano i danni e puri gl’ululati. Il vero centro d’attenzione. Ma che cazzo vi svegliate a fare cosi presto la mattina se poi al posto di andare in spiaggia fai un servizio fotografico al mio camper?
Perché non fate le foto a quelle quattro pere nude che sono in spiaggia e mi lasciate da solo con la C e i cani?
No.
Arrivano vigili e altri spettatori. Neanche il karaoke aveva creato cosi tanta folla.in effetti il camper era ben conciato e spettacolarmente divelto. Usciamo dall’imbarazzo dopo aver attirato tutti con carrozza e somarelli.
La C non ha piu parole e mi lascia guidare senza chiedermi neanche dove stavo andando.
Non lo sapevo neanche io.
Costeggio verso la toscana. E qui l’ultimo o quasi colpo di scena….
Non prendo mica dietro una curva, un albero?
Un albero? Si proprio un albero che stava sul lato della strada ma un ramo a tre metri d’alteza sporge sulla strada. Io con la mia carrozza e le splendenti lamine di metallo, fanno da uncino e zacchete. S’aggancia al ramop e a circa sessanta allora, toglie per metà una fiancata. Metà vuol dire quasi sei metri.
Sono costretto a fermarmi. Scendo e comincio a ridere. Un attacco ilare mi padroneggia fino alle lacrime. La dolce C rimane senza parole e i cani non fiatano. Allora il tetto non esiste anzi è stato rivisto con lo stile roccocò, le fiancate una raggrinzita l’altra divelta.
Decidiamo di ritornare a milano. Questo week end doveva finire prima di rischiare il peggio.
Al ritorno sull’autostrada è stato in commentabile. Le macchine s’affiancavano e a volte facevano anche delle foto. Sarò di sicuro su internet su qualche sito dia ridere. Ma qui da ridere non c’era proprio un cazzo. Non supero i 50 all’ora per il vento che entra dall’alto dal lato da ognidove.
Arriviamo al punto d’inizio credo che in quel week io abbia perso circa 4 chili in spaventi ansie paure. Avevo avvisato di una rigatura sul fianco fatta da qualche ragazzino e il centro affittacamper mi risponde che il graffio l’avrebbero scalato dalla caparra.
Il graffio? aspetta di vedermi…
Arrivo e appena entro nel cortile tutta la famiglia scende a vedere il graffio. Arrivano come cavallette, anche i nipoti come un vero attacco ninja. Si calano ssu quel che resta del camper e vedo che cominciano a parlare fra di loro.
Facevo bene ad incendiarlo o dire che lo avevano rubato. L’acqua del cesso è a posto gli dissi, l’ho cambiata mezzora fa, e c’è ancora mezzo pieno di gasolio. Il danno è di circa 17 mila euro, e questo diciassette mi ritorna come un aliante nel culo.
Silenziosamente.
quel week mi è costato quasi come il giro del mondo in seconda classe con la C
il camper o quello che ne resta, lo sto ancora pagando.
la C mi ha chiesto se per questo week affittiamo una barca..........
Partiamo.
E subito mi devo fermare.
I cani che comodamente stanno sdraiati nel fuoristrada qui, stando in piedi, comincia il loro pellegrinaggio all’interno del camper. Sono già le dieci di sera e nessuno ha osato mangiare. Dopo quasi due ore arriviamo in liguria. Salto le diciotto soste per far scendere i cani.
Ululavano come lupi tanto che ci ha fermato pure la polizia autostradale. Consigliava di non far affacciare i cani dal finestrino. Una sbavata a 120 all’ora ha fatto chiudere la serravalle per terreno scivoloso.
Una pizza?
Mi ha chiesto timidamente la C. mi sembrava d’essere in viaggio da tre settimane quasi rimpiangevo l’ ufficio.
Arriviamo nei pressi di Bonassola e comincio a cercare un buco dove mettere questo camper che in realtà è un grande come un autobus.
Vediamo una pizzeria che è ancora aperta. Faccio inversione bloccando la litoranea e giro attorno a quelle otto case.
Vedo un piccolo ponticello che mi farebbe risparmiare tutto il giro.
M’infilo e attenzione qui comincia l’avventura.
Mi incastro sotto questo ponte facendo un botto che fa tremare le case affianco. Mi sono fermato dai 40 all’ora a zero in 7 centimetri.
Ero un perfetto cuneo sotto questo ponte.
I cani hanno cominciato a fare le 24 ore di le mans dentro il camper. Si vedevano solo due strisce grigie che sfrecciavano come il tricolore.
Dopo 9 imprecazioni a tutti i santi che conosco scendo e vedo il danno. I cani scappano uno da una parte l’altro dall’altra.
Bel week end mi sono detto. Cosa fare? Mi rimetto velocemente la maglia d’orfei e vado alla ricerca dei cani. Sembravano pantere scappate dallo zoo. Torno e chiaramente facendo da tappo sotto il ponte creo ingorgo.
Nel frattempo sono le 3 del mattino. Ricarico tutti e tutto metto la retro e parto. Il ponte mi traballa addosso, qualcosa cade ma ora sono libero. La gente guarda. Solo dopo un’altra ora decido di scendere per vedere i danni. Non era più un camper ma una carrozza aperta stile Luigi XIV. Roccocò con riccioli splendenti di lamiera al naturale. Pensavo già alla riconsegna.
Piove e quindi acqua dentro e fuori. La voragine è talmente grossa che si intuisce appena che è un camper e non un gozzo ligure. Alle cinque della mattina abbiamo 5 centimetri d’acqua all’ interno. Riccioli di lamiera splendente e le fiancate tutte raggrinzite.
È quasi l’alba e voglio la mamma.
Seconda parte
Ricordo molto bene.
Anche quel giorno era un venerdì 17
Dopo troppi week end passati a Milano decido di organizzare il fine settimana in camper.
Apro le 9 pagine di internet che ha il mio pc (sono 9 jpeg in realtà) e cerco il camper.
In questo pc oltre alle foto dei miei cani, una cartelletta vuota e le risorse del computer in sciopero, non c’è più nulla,
quindi pagine gialle. Quelle di carta.
I cani si erano mangiate quelle dalla L alla Z.
Ero salvo camper sotto la C.
Lo trovo e m’organizzo.
Venerdi.
La partenza era per le diciassette e la meta la Toscana.
Bello vedremo un sacco di cose, ci lasceremo ogni stress a Milano.
Via liberi come l’aria.
Sono le venti e 10 minuti che sono ancora in ufficio. Il mio capo lo gambizzerei. Lui parte il sabato mattina alle 11 dopo il brunch.
Chiamo l’affitta camper e questo è già chiuso. Ma cazzo è venerdi e tu chiudi alle otto di sera?
Si.
Volo e citofono come un pazzo in questo posto a conduzione famigliare. Tengono i camper come oracoli. Li convinco e dopo avergli lasciato un rene in deposito, anticipato i km in benzina pagato il noleggio, sorbito 3 ore di lezione con appunti di come si cambia l'acqua nel cesso, mi ritrovo a casa con già una lettera della banca chiedendosi che cazzo mi passasse per la testa.
In neretto lascia perdere.
Carico la C che incazzata come un bufalo mi aspettava da quattro ore.
Indosso la maglia di nando orfei e faccio salire i miei due cani per la prima volta in un camper.
Sono due alani che da sempre stanno assieme. Belli si ma grossi come due asinelli (poveri).
Cominciava il week e non sapevo ancora cosa mi stesse aspettando.
Prima parte
Oggi è il vostro compleanno.
Come tutti gli anni vi fate regalare qualcosa, ma quest'anno
è il vostro quarantesimo compleanno.
Si i vostri primi 40 anni.
Cosa vi fareste regalare?
Per i commenti:
uomini a sinistra donne a destra i confusi corsia centrale.
La direzione ringrazia.
E come a tutti i semafori che si rispettino vedi sbucare quando è rosso, una schiera di persone che offrono servizi dei più svariati.
L’altro giorno facendo forzatamente il giro di milano nella sua bella circonvallazione, vicino alla zona stazione centrale, ci sono semafori sincronizzati che ti fanno fare 200 metri e poi ti fermi.
Come ogni mattina allora faccio il pieno di monetine previdente della giornata precedente.
Arrivo al primo semaforo e in quattro si mettono a lavarmi il parabrezza. Finito ciò, si intrufolano dalla bocchetta dell’aria a chiederti qualche foglio da 10 euro o 50. loro hanno sempre da cambiare.
Gli tiro qualche moneta (8 euro) e si districano dalle bocchette dell’aria. Scatta il verde e riparto. M’accorgo solo adesso di quanto m’abbiano conciato il vetro.
Fortunatamente al semaforo dopo vedo un altro operatore che netta vetri. Gli chiedo gentilmente se può organizzarsi ma vedo che con uno straccetto grande come un clinex mi pulisce i fari. Ma che cazzo pulisci i fari, non vedi il vetro? No.
Verde e riparto non accorgendomi che al mio via l’ operatore è rimasto immobile e sta vedendo da vicino la mia coppa dell’ olio.
Rosso e qui scendo a disincagliare l’operatore che nel frattempo mi ha cambiato il filtro dell’ olio con quello di una canna. Speriamo in bene.
Ultimo semaforo e qui gl’operatori sono perfettamente attrezzati.
Sembra un box Ferrari ; arrivano in quattro ad alzarmi di peso la macchina, altri due mi sfilano le ruote e in men che non si dica mi ritrovo con le pastiglie dei freni perfettamente nuovi. La marca l’ ho già sentita da qualche parte VALDA e rimontandomi le gomme mi atterrano dal metro d’altezza in cui ero.
Mi si spacca il parabrezza dal tonfo ma ora finalmente ci vedo. Riparto ma faccio fumo come una ciminiera (non dovevo fidarmi del filtro) inchiodo la macchina e un profumo di menta balsamica si appropria del mio mezzo che chiaramente va a sbattere contro la slk fiammante del mio capo.
Fortunatamente avevo ancora il faro anteriore destro intatto.
L’ho offerto a lui.