
che l'estate entri e faccia tutto quello che deve fare.
forte però.


parte 3 di 3
Zagabria?
Sti cazzi, l’ambrogio senz’esse, con quelle sigarette storte, mi ha rimbambito e in realtà abbiamo fatto 1200 km…
Come mi paga? Mi chiede il taxista?
J: ummm vediamo… guardo nel portafoglio, e vedo i miei ultimi 50 euro. Capirai, spenderò solo di taxi 1300 euri…
M’improvviso.
J: se adesso non accende sta cazzo di balilla, te la smonto pezzo per pezzo, e te la rimonto al contrario, ti infilo le balestre nel ponte che hai in bocca, cosi ad ogni buca, sorridi da orecchio ad orecchio.
Il taxi parte. L’avevo convinto.
Tre giorni dopo, arriviamo alla stazione più vicina, la balilla m’abbandona al confine con trieste. Tralascio la caccia al biglietto per il treno, e aspetto sulla banchina al binario 5, il mio treno per milano. Ero disperato quando mi sento “bussare” la spalla.
Uno zingaro di 2 metri e dodici, nero come il carbone e un violino in mano cosi minuto al suo confronto da farlo sembrare un giocattolo.
Il treno chiaramente in ritardo, arriva. In ritardo.
È quasi l’alba, e lo zingaro violinista, accorda il suo strumento. Quelle corde stridono in tutta la stazione, mi tappo le orecchie come quando il gessetto stride alla lavagna. Il paganini moro, mi guarda e sorridendomi mi dice adesso è a posto. Mi sorride e inevitabilmente vedo il diamantino conficcato sull’incisivo.
Contrasto bizzarro, ma il treno ormai, è mio.
Salgo.
Era meglio farla a piedi.
Ogni scompartimento, è pieno di qualsiasi cosa, c’è gente che ha preso la residenza, altri che hanno coltivato campi di zucchine, altri ancora, usano solo il bagno nella tratta Zagabria trieste.
Mi mimetizzo a forma di valigia, e vengo caricato nel vagone merci. Qui, si stà meglio, ora milano è vicina.
Sono passati ormai 6 giorni da quel compleanno, e di me, non si hanno più notizie.
Sono ancora in treno, e non ho la minima idea se mai ci rivedremo….
jameS
parte 2 di 2
J: driiiiiiiiin
Sos: siiiiiiiiiii? Mi dicaaaaaaaaaaa
J: salve , vorrei segnalarvi la mia presenza sull’autostrada
Sos: siiiiiiiiiiii, ma lei è convenzionatoooooooooooo?
J: si, umm si ecco, faccio scorrere tutto quello che ho nei documenti come un database, m’accorgo che l’assicurazione, sarebbe scaduta il giorno dopo, il bollo scaduto da 6 ore,il conto dell’ultima revisione, limortaccisua, ma con chi sono convenzionato, non riesco a trovarlo.
Sos: siiiiiiiiiiii, mi senteeeeeeeeeeeee? Non ho capito con chi lei è convenzionatooooooo
J: allora, cerco nelle tessere magnetiche, bancomat, carta di credito, la tessera del gigante, quella dell’esselunga, quella di blockbaster, quella del centro diagnostico, quella del brevetto da sub, una del supermercato del legno e una tessera di lupo alberto
Sos: siiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, ho capito dov’è, ( e qui, mi sento immediatamente con una web puntata)
Le mando l’europe assistance, l’aci, o Ambrogio?
Ambrogio??????????? Mi dico io
Quello doveva accompagnare la tuttoesubito al kiabi…
J: ma Ambrogio, è convenzionato con me?
Sos: siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii? Siiiiiiiiiiiiiiii, le mando Ambrogio.
Tiro un sospiro di sollievo in quest’autostrada. I polmoni si rifiutano e quindi, mi metto in apnea finchè, non arriverà Ambrogio.
Passano 40 minuti, completamente in apnea. Nel frattempo, chiamo la dolce C spiegandomi per quanto fosse possibile. Le sue parole mi confortano come sempre, dicendomi che avremmo festeggiato un altro giorno. Lei mi capisce sempre. Arriva Ambrogio.
Quello, non era il mio ambrogioS , lo si notava subito dall’S finale, ma i dubbi sparivano quando vidi la stazza.
Scende da questo carro, prende con una mano lo scooter, con l’altra fumava non so che, e appoggia il dueruote come se fosse un foglio su un tavolo. M’impressiona immediatamente, e mi seggo in minuscolo su quello che rimaneva del sedile a tre posti. Dentro di me, comincio a preoccuparmi, non mi fa una domanda, carica la moto come braccio di ferro e partiamo per chissàdove.
Siamo arrivati.
Siamo arrivati dove, mi chiedo io. Dopo 1 ora di autostrada, sarò già in svizzera.No.
Eravamo completamente a est, la gente parla croatto e non oso chiedere dove sono. Già il fatto d’essere vivo, m’allieta. Mi scarica sempre con un braccio solo, l’altro era in continuo rollaggio di piccole carte che pensavo fossero post it…
Sono in mezzo al niente, ma vedo in lontananza un taxi. Di quelli insoliti.
Insolito? No, solo del 1934. una balilla. M sento in un secondo sbalzato come nella macchina del tempo, ma il tutto stava succedendo solo da 2 ore. Chiedo all’autista di portarmi alla prima stazione possibile, la moto, l’avrei organizzata da milano.
La stazione???????
J: si, quella con i treni, le banchine, la gente che parte…. A presente???
Quale?
J: beh, la più vicina… non so, parte, fermandosi dopo 8 metri al distributore di benzina.
Zagabria

Non potevo assolutamente mancare.
parte1 di 3
Quel venerdì, era speciale, capita solo una volta nella vita, così, come tutti gl’anni in realtà, ma quel venerdì, era il suo compleanno, un compleanno tutto tondo.Feci delle domande in “giro”, su cosa sarebbe piaciuto come pensiero, regalo, e qui, si è scatenato di tutto.Ricordo di richieste di botulino, veramente originale, di rivivere l’invissuto…Non potevo mancare, quindi, mi organizzo con l’ufficio, prendo un permessone, e raggiungo la mia dolce C al mare.Detto così, sembra facile.
Tutto era pronto. Permesso firmato con bolla papale, regalo ritirato da un artigiano che fà cose stupende (e si fa pagare un botto), pieno allo scooter e via.Per il viaggio a lungo raggio, metto sempre la giacchetta con protezioni varie ma , in luglio, ti fa sudare anche se viaggi a 326 hilometri l’ora.Accaldato, imbocco l’autostrada, un po’ in ritardo, sulla mia tabella di marcia.Avevo prenotato anche un posto a lume di candela a picco sul mare, la dolce C, non sapeva nulla, era parte della sorpresa… a quel compleanno, forse, ci tenevo più io.Tutto scorre liscio, non mi fermo all’autogrill per il solito tramezzino camogli, procedo come un treno.
Sulla corsia di destra, puoi fare anche un pic nic, non ci passa nessuno, sono tutti accalcati su quella di sinistra, sfrecciano a 220 all’ora, e si fanno i fari per passarsi. Non senti neanche il rumore. Le auto nuova concezione, hanno il motore sotto il cofano per sfottere gli sbirri, ma sotto il motore, hanno delle turbine dimesse dell’ alitalia, le fanno solo rettificare, poi, le montano specialmente sotto i jepponi. Velocità di punta, 476 all’ora. Sono sulla corsia di destra, di questa “malpensa” e all’improvviso sento un boato che fa alzare tutti i corvi in cielo nel raggio di 8 kilometri quadri. Penso immediatamente ad un attentato sul cayenne di qualche emirato, e non mi spiego come il mio scooter, perda di velocità.Mi giro per vedere funghi atomici o attacchi da esseri strani, il boato era stato insolito e assordante.Niente, nessun rogo nessuna autobomba e nemmeno un’ incidente.
Stento a crederci, ma il mio scooter, rallenta quasi a fermarsi, un campo magnetico, ho pensato.
Sono fermo.
Riaccendo, ma nulla, fa lo stesso rumore di quando manca la benzina, ma il serbatoio, era strapieno come un collo d’oca prima che diventi patè.L’esplosione, era stata causata dalla mia moto, ma non ci potevo credere.Tutto d’un tratto, ho realizzato quello che sarebbe potuto succedere, ma mi sembrava peggio di quel 17 venerdì.Cerco riparo, quelle auto mi sfrecciano a 320 all’ora, se solo sputassero dal finestrino, mi colpirebbero come dei lama. Tutto inutile, regali pensieri lettere per il compleanno tutto tondo, stava sfumando, ma era anni che ci pensavo, quindi la rabbia cominciava a salirmi… Spingo lo scooter fino alla colonnina arancione; la sua vista, mi è sembrata come quella della madonna.Abbraccio questo mezzo palo arancione con la croce e l’sos e comincio un petting di 3 grado.
J: driiiiiin


Estate 2005
Tempo di vacanza, caldo sole mare tutto è diretto in quella direzione.
Chiamo la banca per sapere esattamente il saldo di cui dispongo, così potro programmare le mie vacanze senza rischi e intoppi.
La banca mi consiglia di presentarmi di persona per delle comunicazioni personali, e qui, il sorriso mi cambia .
l’urlo di munch, lo faccio meglio io ,ora.
Mi presento in banca e allo sportello 17 (io quello sportello lo odio) s’affaccia la solita impiegata.
Mi fa avvicinare ancora un po’ con la scusa di parlare sotto voce, e mi afferra per un polso.
Mi accorgo subito, che la presa, era di quelle strane, mi svincolo ma lei comincia a gridare.
Eccolo, ci siamo. Operazione 17 bis. jame, è qui.
Non avete idea di cosa sia quell’operazione.
Di punto in bianco, rimango l’unico cliente in quella banca, l’impiegata si toglie la maschera e scopro che è zenigada,
il commissario di lupin terzo.
M’ammanetta e dal soffitto, vedo calarsi 8 ninja che mi accerchiano e mi costringono in una morsa strettissima.
Caro jame, lei sa che ha ancora 108 rate di un camper distrutto, 97 rate di mutuo per la capanna,e un buco di45 mila euro?
Rimango basito.
97? Non erano 95????
Riesco non so come a sfuggire alla morsa di sti cazzoni neri tutti mascherati, scivolo via e me la dò a gambe levate.
Rientro a casa.
La dolce C sta preparando da tre giorni le valige per l’estate e adesso,
come faccio a dirgli che quest’anno, le vacanze al mare, le salteremo ?
Scatta il piano B.
Confermo l’affitto dello yacht per 15 giorni e per farlo, ho dovuto vendere mia madre a tranci come il tonno.
Andremo in Costa Smeralda, dolce C.
L’ho detto tutto d’un fiato così da sembrare convincente.
Lei con i suoi occhioni, non ci può credere, non gli sembra vero, ma sarà così.
Il piano b consiste nel girare al minimo(perché la benzina costa) le coste della sardegna nord-est,
ci affiancheremo a qualche altro yacht, e con le scuse del caso, cercheremo di fare amicizia.
Solo dopo aver stretto una fiducia, faremo il bagno tutti assieme.
Il piano b (l’A era colpo in banca in svizzera) scatta proprio ora.
Mentre tutti saranno in acqua, io salirò di nascosto le loro navi e farò il vero pirata.
Gli fotterò anche la maionese che hanno nel 7° frigo del 4° ponte.
Spero che tutto andrà come da programma, mi servono solo 4 persone che facciano da equipaggio al mio yacht con divise da marinaio.
Questo è il tocco che non farà insospettire nessuno .
La partenza è prevista il primo sabato d’agosto, chi volesse aderire,
mandi via fax la richiesta di adesione, ricontatterò io dopo aver vagliato l’idoneità .
pirata jame

Fateci caso.
Sono per comodità divise in soli tre grandi gruppi ma volendo, si può nel commentare, aggiungere altre tipologie.
Le mie colleghe.
Ci sono tre tipi di colleghe ma cominciamo dalle prime. Loro si che si alzano presto la mattina, vestono 13 figli, fanno fare a tutti e tredici la colazione a casa, puliscono, portano la macchina dal meccanico per cambio olio e pneumatici, accompagnano la mezza dozzina in una scuola l’altra in un carcere minorile e poi , prima di te, arrivano in ufficio.
Loro hanno il pc con il savescreen della casa. Non l’hanno mai cambiato e non gli frega un cazzo. Sono già chine sul fatturato, non prendono il caffe, fanno mezza pausa e si portano il cibo da casa.
Le vedi che si scaldano le cose più improbabili nel microonde dedicato all’ufficio e spostando 9 faldoni di documenti, finiscono il pranzo in 23 secondi netti.
Nel frattempo non stacca dal lavoro, ma rallenta.
Non beve il caffè dopo pasto ma si ritira in bagno con quell’ astuccetto del cazzo con su dei fiori che non ce la fanno più neanche loro.
Quando poi rimettono la vaschetta unta nella bustina e riprendono il lavoro, lo intuisci dal ticchettio sulla tastiera. Sono tutte ex campionesse da 6324 battute al minuto.
Poi ci sono quelle alternative.
Le colleghe alternative, vestono firmate ma non ci riescono.
Sono quelle che si sono vestite con un certo gusto fino a ieri e di punto in bianco decidono di cambiare il look sforzandosi di ricercare ogni volta il dettaglio che faccia parlare.
Ricordo che due anni fa proprio una di queste, entra nel mio ufficio e mi fa vedere una rana appiccicata al casco. Carina al momento poi me la sono vista sfrecciare nel traffico con sto rospo attaccato alla testa. Il giorno dopo gli ho messo un rospo vero.
La collega alternativa porta i tacchi ma non gli riesce mai di camminare dritta. Si taglia i capelli due volte al giorno ma ogni giorno è sempre peggio.
Le battute delle colleghe alternative, non fanno mai ridere subito, ma neanche dopo adesso che ci penso.
Loro, vanno al drink alternativo, ma solo dopo avergli fatto vedere un vero bar alternativo, non riescono a capirlo e quindi ritornano dal gino. Il bar dove l’insegna la dice lunga la boutique dello sfilatino.
Poi le colleghe strafighe.
Loro arrivano sempe alle 10,30 del mattino quando ormai tutto è già impostato.
Normalmente loro entrano per ultime per farti vedere il loro nuovo abito. Loro ne comprano uno al giorno. Entrano e tutto l’ufficio si ferma come il classico minuto di silenzio per cose assai gravi.
Si fermano anche i fax, windows ti comincia a far domande personali, le macchinette del caffè vanno in pressione .le stampanti si bloccano e cominciano ad incepparsi pure loro.
Entrano con il hi pod all’orecchio il blutuf dall’altro . fanno 9 giravolte prima d’arrivare alla loro postazione ma poi ci arrivano. Con i tacchi del 20 di vogliono quei bei 15 minuti per fare 8 metri.
Si seggono accavallando anche le gambe del tavolo e tutti i coglioni dei miei colleghi, cominciano a far cadere dalla propia scrivania di tutto. Dalle penne ai monitor, alle foto delle mogli sfigate che si ritrovano.
Loro le strafighe, non accendono mai il pc. C’è sempre lo stronzo che gli inserisce la password, loro non se la ricordano mai. Accendono per prima cosa internet e vanno sul sito della lancaster, si sa mai che sia uscita una crema contorno occhi al sapore di fragola spezziata con profumo di mughetto al tamarindo. I loro preferiti in internet, sono sempre i soliti siti… affinità di coppia, il messanger sempre acceso e il savescreen con la foto di clooney .
Sbrigano una pratica al giorno ma solo per metà. Il resto la conclude la collega sfigata che sa fare di tutto.
Loro, le strafighe hanno sulla scrivania un vero e proprio stend da profumeria. Hanno creme di tutti i tipi, flaconcini da mille colori e l’appoggia cellulare di prada . il cellulare?
L’ultimo che non è ancora uscito.
Gl’argomenti delle strafighe sono troppo impegnativi per me, non riesco mai a stare addietro a pilling e cerette, a diete e tanga insomma un bell’ufficio.
ps dimenticavo il curriculum delle strafighe è sempre firmato victorias secret
jame